Posso quasi dire che ogni allevatore ha creato una razza differente, secondo il proprio gusto, appositamente o per mancanza di cani idonei hanno creato il "quasi Corso", nel senso che simile all'originale ma con rapporti muso cranio quasi identici, dunque con uno stop quasi inesistente, o dotati d'un eccessivo prognatismo, dunque mancanti dell'angolo a 90° formato dall'intersezione della linea superiore del muso con la sua faccia esterna, caratteristica molto importante per la tipicità della testa, molto spesso noto sguardi espressioni tipicissime del Boxer. Creano cani troppo piccoli con andature mastinoidi e muscolature ipertrofiche raccolte che non hanno niente a che vedere col nostro Cane Corso. Sarebbe bastato preservare la realtà zootecnica della razza impegnandosi a non apportare inquinamenti genetici, al fine di preservare le caratteristiche zootecniche di quel che è rimasto del nostro glorioso molosso italico.
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Se si fosse impegnati a documentare con esame obbligatorio del D.N.A, certificando le varie discendenze effettive, non si vedrebbero tanti obbrobri che del cane Corso hanno ben poco.
A breve per vincere le gare di bellezza bisognerà che i cani abbiano i brevetti di lavoro. Ci sono persone come Vincenzo Chinni capaci d'impensabili peripezie pur di preservare il quel po che è rimasto del nostro molosso. Ha rotto l'anima a pastori scovandoli su chissà quali monti (i quali non mollarono facilmente i cani con cui lavoravano) e ha salvato da triste sorte qualche ottimo individuo, il suo ottimo lavoro è testimoniato da i suoi cani.
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Voglio precisare che io ce l'ho tanto con coloro che fanno cani particolarmente prognati e più simili - come già detto - ad altre tipologie di cani, non per mie turbe mentali mai curate, ma per il semplice motivo che i cani che presentano determinate patologie, soffrono.
Dunque perché basare uno standard di razza su una chiusura mascellare errata?(che il prognatismo sia un difetto è scientificamente dimostrato e documentato)
Di ciò mi da ragione il tempo in quanto, anche i primi boxer del 1930 o giù di li assomigliavano al nostro corso poi, col tempo, sono divenuti ciò che sono ora. Infatti sino a dieci, quindici anni fa, era raro veder cani corso con un prognatismo di 2-3 cm invece ora è sempre più facile trovarne e sta avvenendo ciò che è avvenuto per il boxer; il raccorciamento della mascella nei confronti della mandibola spesso determina l'ovvio raccorciamento della canna nasale e ciò causa un apporto di aria inferiore alle normali necessità dell'animale tanto da creare dei veri e propri scompensi all'apparato cardiovascolare con conseguenti cardiopatie, difficoltà nella masticazione degli alimenti - con conseguente maggior probabilità di torsione allo stomaco -, scarsa presa con conseguente morso molto debole. Con questo non voglio dire che un cane con la canna nasale corta debba esser forzatamente prognato o, viceversa, un cane con la canna nasale lunga può esser prognato, diciamo che un cane che presenta canna nasale corta e un prognatismo deturpante presenta sicuramente determinate patologie.
Comunque non credo che una chiusura lievemente prognata possa dare problema alcuno al nostro corso, perché spesso si tratta di una forbice rovescia. L'importante è che la chiusura sia funzionale e credo che convinzioni troppo radicate non siano di buon auspicio per la selezione del nostro cane, sia per la convinzione che il cane debba essere prognato, sia perchè certe convinzioni in quanto estreme portano a divisioni estreme e servono solo per poter portare confusione tra gli appassionati, così facendo tendono a non voler arrivare ad alcun ragionevole standard di razza, tant'è che in una cucciolata spesso i cagnolini presentano una chiusura differente l'uno dall'altro, ed io penso solo che il cane non deve ricordare ne il boxer ne il bull mastiff nelle varie espressioni, negli assi cranio facciali troppo convergenti (meglio se paralleli), in tigrature che non sono proprie del nostro cane,in piedi di gatto troppo uniti e viceversa non deve sembrare neanche un lupo con proporzioni muso cranio CHE SUPERINO L'1 ad 1. Concludendo, non ci si deve intestardire accoppiando cani particolarmente prognati perché la prole presenterà medesimo difetto probabilmente aggravato.
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| Filippo Zambelli di Rovigo |
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